Corelli trasformato in quattro Antifone e otto Tantum ergo da Antonio Tonelli Carpigiano (1986)

In occasione del 300° anniversario dalla nascita del compositore Antonio Tonelli (Carpi, 1686 - 1765) il Comune di Carpi e l'Istituto Musicale "A. Tonelli" organizzarono vari concerti e un convegno al quale fui invitata in quanto nella mia tesi di laurea*  (Università Ca' Foscari, 1982) avevo trascritto, armonizzato e analizzato le quattro  Antifone e gli otto Tantum ergo  elaborati da Antonio Tonelli per voci, archi e continuo a partire da alcuni brani dell'op.3 e 4 di Arcangelo Corelli (1730 circa)
Il mio intervento fu pubblicato con il titolo  Attualità di un metodo didattico del '700   ne La Cartellina  (rivista bimestrale di didattica e musica corale) n.45 - settembre 1986, Ed Suvini Zerboni, Milano, pp. 20-32 e nel volume collettaneo  Antonio Tonelli da Carpi (1686-1765) nel Tricentenario della nascita  pubblicato dalla Stamperia del Comune di Carpi nel 1988, pp. 21-34.

* Commissione del 4° Festival Vivaldi per la Prima esecuzione assoluta in tempi moderni (Venezia, Chiesa di Santo Stefano, 10 settembre 1982)

Cinque Lieder (1993)

"Zbignew Herbert è un poeta di straordinaria economia. Nei suoi versi non c'è niente di retorico o di esortativo, (...) il suo nemico vero è la volgarità del cuore umano" da Lettera al lettore italiano di Iosif Brodskij

SAGGI per la SISSA di Trieste (1994)

Nell'autunno del 1993 entrai a far parte del Laboratorio Interdisciplinare per le Scienze Naturali ed Umanistiche fondato e diretto da Claudio Magris nell'ambito della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. Gli incontri si svolgevano nell'aula 204 del Centro Internazionale di Fisica Teorica ed erano un esaltante confronto sulla creatività fra scienziati ed umanisti. Le nostre riflessioni venivano pubblicate periodicamente in quaderni curati dal Settore "Linguaggi Letterari e Linguaggi Scientifici".

AMERICAN SONGS (3 LOVE SONGS) (2002)

Prove per un musical


In der Wüste (2003)

Nell'ottobre 2003 sono stata invitata a partecipare, in rappresentanza dell'Italia, allo Workshop per artisti europei organizzato da ZIEL 1 = KUNST = ZIEL 1 e dall'Europarlamentare Christa Prets a Oslip (Austria).
Versi nel bellissimo inglese di T.S. Eliot (da The Waste Land e da Ash Wednesday) e di Isaia nella traduzione latina della Vulgata, le due lingue comuni europee del presente e del passato, compongono il testo di In der Wüste per mezzosoprano, contralto e tre percussionisti (2003)

Kompositionen für Stimme zeitgenössischer italienischer Komponistinnen di Ute Büchter-Römer (2003)

La Prof. Ute Büchter-Römer (Humanwissenschaftliche Fakultät der Universität zu Köln) ha pubblicato nel numero 66 - Winter 2003 della rivista Viva Voce l'articolo  Composizioni per voce di compositrici italiane contemporanee, prendendo in esame opere di Teresa Procaccini, Paola Ciarlantini, Paola Livorsi e i miei Salmi (1993), composizione finalista all'"Olympia International Composition Prize 1993" di Atene

Ruzante e la musica di Licia Mari (2003)

La musica nelle messinscene del novecento in Sito regionale su Ruzante, p.2  www.ruzante.it

Chronos parádoksos - Libretto per un'opera "europea" di Gianfranco de Bosio e Maria Gabriella Zen (2007)

Chronos parádoksos è frutto del progetto RESTLESS RELATIONS, vincitore del bando EACEA (European Audiovisual and Culture Executive Agency) n°09/2006 del Cultural Programme 2007-2013 dell'Unione Europea, che prevedeva la stesura di un'opera lirica nuova il cui tema puntasse "alla trasmissione dell'identità culturale d'Europa". 

Il libretto di Chronos parádoksos (2007-2010) cerca di illustrare la complessità e l'armonia della cultura europea, grazie a testi di 24 grandi poeti in 11 lingue originali: Greco antico, Latino medievale, Tedesco, Spagnolo, Polacco, Italiano, Portoghese, Inglese, Francese, Ungherese ed Ebraico Sefardita. Ripercorre, seguendo la struttura della tragedia eschilea, le vicende più dolorose del ventesimo secolo (Guerra di Spagna, Secondo Conflitto Mondiale, Olocausto) che hanno portato i popoli europei alla determinazione di creare un'Unione sovranazionale che possa garantire, contro la Storia, pace e coesione. 

Chronos Parádoksos (il titolo è tratto da un verso della poetessa polacca Wislawa Szymborska) intende bypassare i confini dell'opera tradizionale, riallacciandosi direttamente alla tragedia greca, archetipo della discussione "teatrale" su argomenti politici e sociali (e, durante il Rinascimento, della nascita del Melodramma).
Abbiamo scelto la cornice strutturale dell'unica tragedia "storica" rimasta, I Persiani di Eschilo, cercando di attualizzare l'antica coesistenza, tramandata da varie fonti, di poesia, musica e danza: all'interno di Prologo, Parodo, Episodi, Stasimi ed Epilogo si alternano 12 voci sia solisticamente che in Coro, accompagnate da un'orchestra a 2 con moltissime percussioni.
Otto danzatori intervengono durante i brani corali.  

Mentre l'opera non è ancora stata eseguita, il libretto ha debuttato nella traduzione italiana il 20 marzo 2011 al Teatro Filarmonico di Verona con gli attori della Scuola del Piccolo Teatro di Milano guidati da Gianfranco de Bosio e ha vinto il Premio Matteotti 2012 della Presidenza del Consiglio dei Ministri "assegnato annualmente ad opere che illustrano gli ideali di fratellanza tra i popoli, di libertà e giustizia sociale, che hanno ispirato la vita di Giacomo Matteotti"

La tesi di Dottorato che ho redatto su Chronos parádoksos, contenente anche libretto e partitura, è consultabile on line: dspace.unive.it/handle/10579/1163

Partitura dell'opera scaricabile dal CATALOGO COMPOSIZIONI 

 


Ultime rime d'amore (2008)

Gaspara Stampa (1523-1554), la maggiore poetessa del suo tempo e, secondo Maria Bellonci, la più grande poetessa italiana in assoluto, scrisse gli ultimi quindici sonetti delle Rime d'amore (CCVII - CCXXI) per il patrizio veneziano Bartolomeo Zen, che seppe darle finalmente L' Amore Felice  invano inseguito nel suo Canzoniere per Collaltino di Collalto.
Questi sonetti di un tempo maturo - di essi fa parte anche il famosissimo verso Viver ardendo e non sentire il male  che Gabriele D'Annunzio incastonò nella sua prosa - sono inizialmente tesi su ambigui contrasti di sentimento, accelerati internamente, ribelli e frenetici, ma giungono infine a cantare la serenità e la pienezza dell'amore condiviso.

Giornale di bordo del Laboratorio Studio su Orlando - Biennale Teatro 2008 (2009)

Nell'autunno 2008 ho tenuto, nell'ambito del Laboratorio Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia, un seminario finalizzato alla composizione e all'esecuzione delle musiche di scena per il progetto drammaturgico Orlando di Stefano Pagin (tratto dall'omonimo romanzo di Virginia Woolf)
Una redazione composta prevalentemente da studenti universitari si è impegnata nell'osservare prima e nel raccontare poi, questa fucina della Biennale Teatro in forma di reportage continuo, intervista, nota critica. Il materiale è stato pubblicato nel Catalogo del 40° Festival Internazionale del Teatro Mediterraneo diretto da Maurizio Scaparro (Marsilio Editori, Venezia 2009)

DON GIOVANNI, VARIAZIONI SUL MITO (2010)

Sette Variazioni su  Là ci darem la mano
per coro femminile, percussioni (e organo in una stanza lontana)

Tutti siamo o siamo stati un po' Don Giovanni: seduttori (a volte inconsapevoli) che per superficialità abbiamo trascurato le vittime del nostro fascino. Tutti siamo o siamo stati anche Donna Elvira: coniuge  tradita, ferita, disperatamente insistente nel proclamare contro un cuore ormai chiuso i propri diritti e le proprie ragioni. Ma anche un po' Zerlina, che cede al fascino della personalità importante, superiore per cultura o per posizione sociale. E siamo o siamo stati anche Donna Anna, la persona perbene destabilizzata dall'incontro inatteso e conturbante che fa vacillare le sue scelte. E tutti siamo o siamo stati dolorosamente vittime dell'incanto d'amore quando si accende irresistibile e del disincanto che, inevitabile, arriva come l'autunno dopo l'estate.
Ad ogni confronto con  ci darem la mano (eseguito ad intervalli regolari nella loggia dello stesso piano) sette variazioni segnano le tappe di una progressiva discesa agli Inferi del disincanto e della solitudine, attraverso la focalizzazione poetica della parola "mano".
Le variazioni elaborano, nell'intento di ricreare con mezzi acustici le suggestioni poetiche del "live electronics", materiali tratti dal Duettino Là ci darem la mano, dal Recitativo precedente e dal Finale dell'opera, situazioni tutte in cui si parla delle dita o della mano, sede, secondo i Greci, della linfa vitale e amorosa.


IL REGNO DEI FANES (2010)

LEGGENDA DI DOLASILLA PRINCIPESSA GUERRIERA E DI GIUSEPPE ED EUGENIO GARRONE UFFICIALI VOLONTARI DEGLI ALPINI
Videomelologo per voce recitante, soprano, flauto/flauto basso e due percussionisti
Testo di Maria Gabriella Zen da leggende ladine e dalle lettere dal fronte (1915-1917) di Giuseppe ed Eugenio Garrone


FRATELLI (2015)

Teatro di prosa
Drammaturgia storica
Scritto per Storie di guerra e di pace - Concorso bandito dal Teatro Stabile del Veneto in occasione del Centenario della Grande Guerra

IL VELO DI ALCESTI (2016)

Teatro di prosa
Drammaturgia liberamente ispirata ad Alcesti di Euripide
Scritto per il Premio Platea per la Nuova Drammaturgia -  I Edizione 2016